Che meno male che un po’ sono cresciuto sennò partivano 40$ come niente
Comunque imperdibile il primo scatto patinato di Vedder in quindici anni di carriera.
Comunque imperdibile il primo scatto patinato di Vedder in quindici anni di carriera.
Dopo le dimenticabilissime performance di Tim Hecker (20 minuti di feedback e rumori indistinti) e degli Jesu (di cui ricorderò solo il terrificante basso di Friends Are Evil…)
Era il concerto bolognese degli Isis + Jesu + Tim Hecker di un anno e mezzo fa. In realtà quell’esibizione non l’ho dimenticata affatto, e il video qui sotto, oltre a svelare l’identità dell’incappucciato e barcollante Tim (di cui si parla anche qui potrà rendervi meglio l’idea.
Il problema è che sul piano esecutivo (nel mio piccolo posso confermare) e puramente concettuale quel mare di feedback è sicuramente esaltante e molto evocativo, specie se ascoltato ad occhi chiusi… però vi assicuro che sparato dal vivo a tutto volume con l’impianto degli Isis, bè, li ricordo come venti minuti fra i peggiori mai vissuti dalle mie orecchie.
Comments off
[…] A seguito del vero e proprio arrembaggio all’ultimo biglietto che si è consumato la settimana scorsa, quando i posti per la prima data dell’11 novembre sono esauriti in appena due ore e mezza, è giunta, ufficiale, la conferma del secondo appuntamento con il rocker di Correggio, fissato per la serata successiva, quella di domenica 12 novembre. I biglietti sono disponibili da oggi presso la biglietteria del teatro Ventidi* Bass*, a 57.50 euro per posti in platea e palchi di 1°, 2° e 3° ordine centrali, 46 euro per palchi laterali di 3° ordine e per il 4° ordine, 28.75 euro per il loggione […]

Orsetti pirata, critici che stroncano, nuovi nazionalismi, rivolte all’Ikea, distopie e mondi sommersi, classifiche di Playboy, pubblicità di psicofarmaci giapponesi…
Questo e altro nell’intervista a James G. Ballard di Simon Sellars (Ballardian.com), in occasione dell’uscita del nuovo romanzo Kingdom Come.
Qui in Italia noi aspettiamo pazientemente la traduzione; d’altra parte la Feltrinelli (che credo abbia i diritti) è molto impegnata a moderare l’angolo dei Mocciosi (intesi come fan di Moccia oh oh oh).
**update**
…e intanto qua è possibile ascoltare Anna Molly, il nuovo degli Incubus.
**
Davvero niente male queste due signore:

The Ladies - Empathy On A Stick [mp3]
Posso far finta di non sentire il sistematico plagio ai danni dei Telepopmusik (a proposito ma quant’era bello il video) per ogni nuovo cosmetico messo in commercio…
si può perdonare e in fondo capire la azienda produttrice di cibi “biologici” che copiò i Mogwai (2 Rights Make 1 Wrong)…
con uno sforzo posso addirittura sorvolare sull’orripilante versione skunkanansizzata dell’ Amaro Ramazzotti…
ma i soliti furbi stavolta l’hanno fatta un po’ TROPPO grossa.
Dopo un anno e mezzo (appena, tsk) di prestito-prova mi hanno chiesto indietro un multieffetto per chitarra, una pedaliera Boss.
In realtà non ho mai trovato il giusto feeling con questa diavoleria anni 80 e i suoi suoni freddi e plasticosi… no, e poi che nervi quel display illeggibile anche da pochi centimetri, e i tastini minuscoli da giapponesi, no no meglio così.
Il giorno seguente però ho iniziato a preoccuparmi, ho ripensato a vecchi errori (ricordate amici chitarristi: mai svendere i pedali quando si è in bolletta, MAI) e nuove perplessità (ampli a transistor a buon prezzo o valvolare delicato e costoso?) più o meno di realistica soluzione, pipponi mentali datati e segnati da un’amara conclusione: in tutti questi anni non ho ancora trovato il “mio suono”.
Non solo, un pò per ignoranza, mooolto per perenne carenza di liquidi, e un pò per voluta e snobistico distacco
non ho mai imparato niente sui fondamenti della tecnica chitarristica, intesa nel senso più ampio del termine. Se è vero infatti che la chitarra è uno degli strumenti più facili da imparare, è altrettanto vero che dopo aver acquisito le basi non ho fatto grandi progressi. Su questo argomento ci sono state discussioni infinite con i miei amici, che spesso avevano per protagonista The Edge, le chitarre scordate di Keith Richards o le canzoni immortali di Lou Reed, per non parlare del Punk, tutta grande musica costituita da poche note e molta intuizione, ma lasciamo perdere.
La verità è che io sono cresciuto a pane e Nirvana, e rimanevo affascinato anche dal menefreghismo tecnico di Cobain: 3-4 pedali al massimo, Territorial Pissing fu registrata con la chitarra attaccata direttamente al mixer, i bassi e le tonnellate di feedback oscillante nell’Utero by Steve Albini, le sue Fender sempre Made in Japan, anche se molto probabilmente perchè spaccarle alla fine di ogni concerto è bello ma alla lunga un pò costosino.
Arrivo quindi con anni di ritardo nel mondo dei Guitar Geek, pronto a cercare di spendere bene cifre comunque ridicole per questo mondo, indeciso fra le decine di effetti apparentemente simili e impossibilitato a provare in un negozio degno di questo nome. Allora cerco di leggere il maggior numero di discussioni e pareri, le review di Harmony Central o i consigli dei maniaci di Accordo ecc. ecc.
Capirete quindi quanto sia difficile orientarsi e districarsi fra impressioni tanto diverse e ovviamente soggettive, perciò ho iniziato a cercare anche il maggior numero possibile di dimostrazioni audio-video di questi effetti per chitarra, scoprendo un fantastico mondo di giornalisti-chitarristi promoter, di cui vi parlerò presto.
Andrè invidioso con la bava: Cazzo ci devi fare con 5 delay?
Agnell*x (Offlaga Disc* Pax): Veramente ne ho 6, uno lo tengo vicino all’amplificatore. E poi ne ho due in valigia, non si sa mai…

Sciolti anche loro, sigh…
Io voglio ricordarli così, capaci di trasformare magicamente spettatori di mezza età in batteristi scatenati.