Archive for Perso nalità
29 May, 2006 at 11:36 · in Perso nalità

Ieri Report mi ha fatto molto male.
La questione delle convenzioni e della concorrenza al ribasso fra gli atenei non è cosa nuova, ma ogni volta provo la stessa maledetta sensazione di rabbia, mista a impotenza e rassegnazione alla bocca dello stomaco, la stessa di tanti, troppi episodi di e storture e inefficienze e furbate e carenze incontrate nel mio percorso accademico. Ieri sera in particolare il disagio è stata acuito dalla tranquillità e disinvoltura mostrate davanti alle telecamere dal rettore e dal prof di Sociologia della mia appena-ex università.
Il magnifico, che quest'anno ha inviato a tutti gli studenti, compreso il sottoscritto che non si era riscritto (quindi chissà a quanti studenti ed ex-studenti l'avrà mandata), una commovente lettera di auguri natalizia per noi e famiglie, con richiesta di elemosina finale attraverso il 5×1000 alla nostra amata e disastratà facoltà. Lo squallore di quest'espediente è paragonabile soltanto alla qualità dei servizi che il suo ateneo offre ai suoi studenti.
Il prof di Sociologia invece, stavolta nelle vesti di creatore e preside della Facoltà di Sc*enze dell'Investigazi*ne, ieri dichiarava soddisfatto di avere circa duemila poliziotti fra i suoi iscritti, rispettivamente scontati di 30 (gli agenti) e 120 (gli ispettori) crediti. Io questo qui l'avevo giudicato male. Continua »
4 January, 2006 at 11:43 · in Perso nalità

Ovvero come Homer Abraham Simpson al quale dicono qualcosa del tipo “ma non riesci a stare 30 secondi senza umiliarti?” e mentre ci riflette un attimo zitto e fermo gli cadono i pantaloni.
Diciamo che [eufemismo galattico] sto un pò giù [/euf.] da parecchi giorni.
Questo mio persistente cattivo umore è naturalmente peggiorato sotto le feste, visto che nessuno mi ha regalato la Toronado e che la solita solitudine da letizia natalizia mi ha assalito senza pietà. Ho iniziato a pensare vigliaccamente al passato, soprattutto ad alcune persone di sesso femminile che non vedo più da molto, troppo tempo a differenza dei puntuali parenti di fine anno. Colpa del destino, di scelte diverse, di pigrizia, di incapacità a mantenere i rapporti, del tempo che passa, di tutto e di niente, però, perchè non provare a vedere se dio google magari sa qualcosa di loro? Dai, magari sarà capitato anche a voi (spero), solo per curiosità, di cercare su internet persone che non sentite o vedete più da tempo.
Gli unici desolanti risultati però sono di solito link ai siti di italoamericani di quarta generazione del Wisconsin, nomi persi nelle liste di assurde biblioteche, quindicenni in cerca di amici e altri bizzarri casi di omonimia, mentre dei veri obiettivi della ricerca, purtroppo, nessuna traccia.
Così, a distanza di molti mesi dall’ultima websbirciata pochi giorni fa ho cercato di nuovo, e finalmente una ricerca ha dato esito positivo!
Una ragazza di Ercolano conosciuta nel 1998 durante la mia ultima vera Vacanza, che secondo il web vive ancora nella città in cui l’avevo lasciata (male) l’ultima volta. Era bella e tormentata, […] ma riuscii, per la prima volta con lungimiranza e grande soddisfazione personale, a non innamorarmi di lei. Amavo stranamente anche il suo lato frivolo: ricordo che riuscii a farmi perdere un intero prezioso pomeriggio nella metropoli alla ricerca della giusta tonalità di biondo fragola senza farmi arrabbiare, ma allo stesso tempo non sopportavo i suoi tremendi cambi d’umore se non fumava dalla megabusta di erba raccolta mentre arrestavano un nostro amico (ma questa è un’altra storia).
Di lei mi restano alcune delle foto più belle che io abbia mai scattato, la sua voce che canta le Murder Ballads, un pessimo incontro in Italia, e altri ricordi davvero indimenticabili.
Sia chiaro, non ho assolutamente intenzione di contattarla o risentirla, ma l’esito positivo della ricerca e vedere quanta strada ha fatto questa mia amica lontana ha avuto su di me un effetto rasserenante, simile a quello descritto da John Lennon guardando il soffitto di Yoko nel loro primo incontro.
Dimenticavo, buon anno a tutti! E magari, buona ricerca!
26 November, 2005 at 11:34 · in Perso nalità
Se negli ultimi due-tre giorni in qualsiasi cosa tu stia leggendo, che siano blog o altri siti o giornali o riviste, ti accorgi di trovare con impressionante regolarità frasi del tipo:
E’ evidente che per scrivere cose interessanti devi vivere.
allora forse è il caso d
4 November, 2005 at 13:51 · in Perso nalità
Ieri sera per la prima volta, beatamente solo e ben fornito di patatine salatini e birra, mi sono sparato un film sbracandomi sul mio divano nella mia microcasa.
Ahò, Sò soddisfazioni!
trivia: il film parlava della fenomenale ascesa di un sindacalista costretto poi a dover fare i conti con nemici implacabili. Non era Cofferati.
30 September, 2005 at 17:12 · in Perso nalità
Avvertenza: post vecchio e lagnoso e quindi mai pubblicato che però oggi mi andava di riciclare.
Da circa duequattro mesi vivo-convivo in un microappartamento al centro.
Dopo vent’anni di periferia abbastanza seria e quasi dieci di pendolarismo universitario potete immaginare quanto sia forte lo stacco e quanto la mia vita stia cambiando.
Come previsto la casa e le sue nontantomicro spese responsabilizzano, mi sembrano lontanissimi i tempi dei festini aquilani con le telefonate dei vicini esasperati alle 4 di mattina e lo strato di mbroffa (alcolici di hard-discount impastati con cicche di sigarette e altri rifiuti) per terra, ma tutto questo era prevedibile ed è abbastanza deprimente da leggere.
Voglio raccontarvi invece cosa NON avevo previsto:
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4 September, 2005 at 16:16 · in Perso nalità
Quando l’ho conosciuta aveva solo tre cassette sul comodino della sua spoglia cameretta di studentato: Dirt degli Alice In Chains, Versus dei Pearl Jam, e un oscuro album dark-metal che non ricordo, un pò poco per giudicare ma comunque era un inizio confortante.
I suoi preferiti si rivelarono però i Depeche Mode e altre derive anniottantesche tipo Cure e Cult.
Solo tempo dopo mi confessò sorridendo di possedere il 45 giri di Paranoid dei Black Sabbath e mi regalò un bellissimo doppio vinile di Hendrix al suo ritorno da Londra: l’affinità musicale c’era.
Così, un pò per servilismo della gleba, e un pò per il gusto di essere la sua guida musicale iniziai a copiarle cassette e facevo compilation e copiavo cassette ecc.
Le feci conoscere i dEUS e mi accompagnò al leggendario concerto interruptus del 1999.
Poi comprai il masterizzatore così iniziai a fare cd e compilation cd e stampare copertine e così via, solo che pian piano mentre la colonna di cd saliva il suo interesse scendeva.
Sempre meno richieste o curiosità verso questo o quell’altro gruppo, niente più risa ma sguardi compassionevoli per l’air guitar o gli stacchi di batteria che da sempre mimo al volante.
Grazie agli mp3 finalmente avevo la possibilità di scoprire musica e band fino ad allora solo sognate. Senza firmare pacchi di cambiali e aspettare mesi in squallidi negozi, i miei ascolti finalmente crescevano in qualità e quantità, ma niente… ormai l’avevo persa.
Questo magma indiestinto di nomi e suoni sempre nuovi ascoltato passivamente, aggiunto alle pippe mentali e ai problemi delle mie reali e precarie esperienze musicali aveva provocato in lei una completa desensibilizzazione musicale.
Ormai sono quindi abituato a non condividere più con lei una delle mie passioni più grandi, ma qualche giorno fa, mentre camminava assorta per casa, ha canticchiato.
In sottofondo c’era questa canzone (tasto destro del mouse, salva oggetto con nome).
Io, senza farmi vedere, ho sorriso per un lungo istante.
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30 June, 2005 at 12:43 · in Perso nalità
Se tornando a casa trovi:
un megaposter che si è misteriosamente staccato dal muro,
le ciabatte di tua sorella sotto al pc e Sims 2 nel lettore,
il tuo letto riadattato a portariviste,
chilometri di cavi per collegare pc-stereo-ampli-lettore-pedaliera-wahwah[loop] che formano da anni il vero pavimento della camera arrotolati e perfettamente in ordine in un angolo,
il tuo piccolo ma prode amplificatore Marshall ridotto a reggi-QUESTO,
… allora probabilmente la tua famiglia sta superando bene il trauma da abbandono.
Clap Your Hands Say Yeah - Over And Over Again (Lost And Found)
7 June, 2005 at 20:02 · in Perso nalità

Forse perchè…
… mi sembra di essere invecchiato di dieci anni negli ultimi dieci giorni
… non riesco ad ottenere un permesso per parcheggiare nel centro storico e quindi ogni volta che devo uscire in macchina devo bestemmiare camminando per 20 minuti
… qui a casa dei miei invece sono
circondato da giostre che sparano a un volume assordante la peggiore musica da discoteca alternata all’ultimo disco di Nek
… lo studio e quel mezzo lavoretto per arrotondare mi deludono e mi lasciano un forte retrogusto di sconfitta
… il verde del pannello è uscito troppo chiaro
… la Eminflex ha mandato due
Preziosa e non mi ha mandato
Diva causando una crisi isterica di
CHISOIO con abbatimento paletto in retromarcia furiosa
… dal debutto della band mi aspettavo molto di più
… non so come collegarmi con il gprs
… lavori e traslochi e spostamenti e calcoli mi hanno spossato
… a causa di questo spossamento non ho cambiato subito canale dopo aver beccato in tv uno speciale su
Mia Martini
… insomma domenica sera mi sentivo un pò triste.
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