Ha una collezione di dischi incredibile. C’è n’è uno che possa dirsi “particolare”?
Negli anni Settanta, un’etichetta di Los Angeles ha pubblicato un disco intitolato: “The best of Marcel Marceau”. Si tratta di 40 minuti di silenzio seguiti da applausi. All’epoca vendette piuttosto bene.
Mi piace metterlo su per avere un po’ di compagnia. In realtà mi infastidisce quando si sente il brusio della gente che parla.
Qual è, invece, la registrazione più interessante che possiede?
È una bellissima e misteriosa registrazione pubblicata, da quello che mi hanno detto, dall’etichetta di Robbie Robertson. Si tratta di grilli. Hai capito bene, di grilli. La prima volta che ho ascoltato questo disco avrei giurato di stare ascoltando il Vienna Boys Choir o il Mormon Tabernacle Choir. Ha parti armoniche in un panorama corale. Poi entra una voce che dice: “Quello che state ascoltando è il suono dei grilli. La sola cosa che sia stata manipolata è la velocità del suono che questi grilli producono: è stata rallentata.” Non è stato utilizzato alcun effetto di nessun genere, se non quello di rallentare la velocità del nastro.
Quel suono è così ammaliante. L’ho fatto sentire a Charlie Musselwhite e lui mi ha guardato come se mi avessi tirato fuori dalla tasca un folletto.[…]
Il resto dell’intervista (abbastanza imperdibile) a Tom Waits lo trovate qui.
Alla fine non ho resistito neanche quest’anno al rinnovo del dominio, e visto che forse potrò dedicare un po’ di tempo in più a questo amato/odiato blog, arieccomi qua.
In attesa di post più organici e ben scritti ne approfitto per affermare pubblicamente che Magdi Allam e chiunque abbia il coraggio di lasciare una religione per (coff coff ah ah) convertirsi ad un’altra, e addirittura sbandierandolo a tutto il globo terracqueo andrebbe soppresso sotto atroci sofferenze.
Cercasi 4 maschere di presidenti americani (anche italiani potrebbe andare) stile Pointbreak per ridicola mascherata/soffocamento per domenica 18 Febbraio.
Contattare attraverso i commenti o questa pagina grazie.
…ti linko infatti due siglette realizzate per Forse Italia, di cui sono parecchio orgoglioso. Ovviamente non mi riferisco alla pochezza musicale degli stacchetti, ma al fatto di essere riuscito finalmente a registrare qualcosa via software dopo sfighe decennali di home-recording…
Pierferdinando XII° sta volando. Nonostante il complesso meccanismo antigravitazionale preparato dal consorzio eurafricano sia stato collaudato e testato per anni, anche stavolta un brivido gli corre lungo la schiena. Apre le mani abbracciando virtualmente le migliaia di fedeli sotto di lui che lo osservano rapiti con il collo all’insù.
Arrivato al centro della piazza il teletrasporto lo ferma dolcemente mentre dei lampi luminosi bianchi e gialli disegnano la linea del ponte immaginario che lo ha portato fin lì. Dopo pochi secondi i lampi iniziano a deviare dal centro formando un’immensa croce luminescente che copre tutto il sagrato di Piazza San Pietro. I security sono tesi, questo è il momento più delicato, perché il santo padre inizia a scendere lentamente verso la sua folla. Solo due file di fedeli selezionatissimi e perquisiti ore prima potranno avvicinarsi ma bisogna stare attenti lo stesso, lo sanno bene anche i cecchini della guardia svizzera sulle finestre. Tante precauzioni potrebbero far sorridere visto che il Vaticano è ormai da decenni un isola superprotetta da un ipercupolone protettivo a prova di bomba atomica, ma la prudenza non è mai troppa.
La serie di riti e cerimonie e liturgie e saluti e carezze del pontefice prosegue come da copione, mentre i fedeli guardano nei monitor installati nelle poltrone e ascoltano in traduzione diretta. Pierferdinando è un papa molto amato, sicuramente il più amato di questo secolo, per il suo decisivo contributo in difficili crisi diplomatiche internazionali, come quella palesraeliana avvenuta a Gerusalemme 3 e la sanguinosa guerra di secessione siciliana. Continua »
Questa è la storia di un pendolare come tanti che venerdì scorso ha beccato il nevone e ha visto trasformarsi il viaggio di ritorno Padania-Lanciano in una classica odissea all’italiana.
In preda alla noia e alla disperazione ha preso il suo apparato telefonico-multimediale e ha iniziato a scrivere questo diario di bordo a puntate a tutti i suoi amici. Cioè non proprio a tutti, tipo a me NO.
Comunque sono riuscito a leggerlo ed ho deciso di postarlo per 2 motivi.
Innanzitutto il protagonista non è proprio un pendolare come tanti, è un mio amico ed ex compagno di casa e zingarate (con la sottile differenza che nonostante ci fosse una battuta molto in voga ai tempi e cioè “in questa casa non riuscirebbe a laurearsi in corso neanche Dulbecco” bè lui quasi ci riuscì e io ancora…vabbè).
L’altro motivo è la foto che precede il Pirellone, meravigliosa! E poi… il mio personale godimento derivante dall’essere -quasi- uscito dall’orribile tunnel del pendolarismo har har.
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Data: 27-gen-2006
8.53 AM
Ogg: Dal Vostro inviato a Monza
La neve,
caduta copiosa - fino a 30 cm - durante la notte, sta rendendo
difficoltoso l’accesso alle strade principali.
Gli spazzaneve sono al
lavoro e si prevede un ritorno alla normalità nel tardo pomeriggio.
Stazioni ed aereoporti sono bloccati e si prevedono forti disagi per il
rientro, con voli soppressi ed Eurostar in ritardo fino a 5 ore.
Intanto una Monza assonnata, con ritmi più lenti dei soliti venerdì,
sta iniziando la giornata lavorativa.
Ecco alcune foto del fenomeno
nevoso dal vostro corrispondente a Monza.