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Archive for fantastiquer

Frizzanti argomenti di conversazione (persi per sempre con l’inverno)

Lo scafandro di Dalì, gli Atene Doria, 1 euro risparmiato 1 euro guadagnato, l’adsl più conveniente su linea dati, il piè di pagina, Alack Sinner batte Sin City, Zach Rogue e i cubicoli di Dilbert, come si stava bene quando odiavamo tutti il curling su eurosport, il cantante degli Envy, Cell Stories di Lachman, disaffezionarsi al proprio blog, il figlio di Eraserhead, l’insospettabile legame fra gli Smashing Pumpkins e i primi Mogwai, lo snobismo, il ritorno nel magico mondo della disoccupazione, la biografia a fumetti di Jill Kelly, il vino di Lucio Dalla, Mediashopping e Mediafriends, le prigioni di Piranesi, il 29 febbraio, le sessions di John Peel, la pessima distribuzione delle chitarre Gibson e Epiphone, i palliativi, il sito di Blob, il pannello html source di Wordpress, le processioni, i titoli degli Uochi Toki, la battuta dell’anno è del batterista dei Placebo anzi no di mp ma non ve la dirò MAI

Voto amaro

Vota rabarbaro Zucca

Vota amaro Strega

Vota amaro 18

Vota amaro Cynar

Vota amaro Lucano

Vota amaro Unicum

Ma non votare la Milano da bere

Non votare amaro Ramazzotti

E neanche Eros

Musicata su base elettrosciangata ieri sera dai Marta sui Tubi davanti a me e altri 12 pinguini.

Nanni Moretti e Playstation

Difficile giudicare dall’audio riverberato sul pianerottolo mentre si aspetta l’ascensore, ma mi è sembrato proprio che a Ballarò D’Alema stesse URLANDO qualcosa a Casini.

idealmente postato mercoledì scorso alle 23 e 10 circa. il titolo del post si riferisce a questo commento geniale e amarissimo come solo totonno (già sedicinove) sa.

Approaching Puberty or The Pleiads

Sospesa da anni nel limbo mentale delle probabili leggende metropolitane, ieri è tornata a bussare una domanda che mi turba saltuariamente dai tempi delle superiori.
Ma Pamela Prati, agli inizi, fece film porno sì o no?

Fishbone - Fight the Youth

La polizia s’incazza

kill

E cerca di insabbiare. Come al solito.

kill

Maldestramente.

kill

Natale si avvicina. Kill Your Enthusiasm.

Programma (destinato a saltare) per il weekend

Trovare dei soldi per: prendere l’autobus venerdì, intervistare un certo regista (pro-tesi) che bazzica spesso questa libreria , affacciarmi a questo festival che sembra interessante e attinente, chiamare un amico neoblogger e un’amica ma solo se stavolta ha la macchina.

ps: il massimo sarebbe farci scappare un aperitivo con il samurai.
pps: ricordarsi di non postare più con konqueror sul monitor a 13 pollici.

Perchè “destinato a saltare?”
paletto 1: i soldi
paletto2: la moglie ubriaca (26/11)
paletto 3: i soldi
paletto 4: il certo regista non si fa sentire da 15 giorni



*** aggiornamòn: ***
Dopo lunga ed estenuante consultazione prof. consiglia di organizzare trasferta di 2-3 gg. , previa telefonata con suddetto regista di cui abbiamo trovato numero cellulare a sua insaputa per sordide vie traverse e che, dicono, resterà a Roma fino al 29 c.m. stop.

Big Stone Quest (3° parte)

(1° parte) (2° parte)

Il suono secco di alcuni neon che si accendono. Apro gli occhi abbagliato dalla loro luce fredda, mi sento subito meno intontito dell’ultima volta. Non ho più i polsi legati, e mentro inizio a pensare a come uscire o a qualcosa di simile ad un arma, la porta viene sbloccata ed aperta. Zichichi entra con il suo sorriso di collaudata affabilità accademica e televisiva.
- Andreaaa! Come ti senti?
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Sogno di Ferragosto

Entroterra marchigiano o abruzzese. C’è un atmosfera di euforia, tutti allegri, tutti carichi, la compagnia non sembra male; in un remoto angolo della mia mente penso che forse è la mia festa di laurea.
Siamo in un parcheggio probabilmente: le ordinate e austere colonne di cemento armato contrastano con l’allegria e i colori dei partenti. Partenti sì, ma per dove, e per cosa?
Roma, anzi Fiumicino mi dicono. Sì deve essere così per forza, l’ipotesi di una megafesta o di un weekend fuori mi sembra troppo debole. Solo una vacanza o si festeggia qualcosa? Vabè.
Insomma stiamo per partire, e incredibilmente non devo prendere la macchina quindi inizio a capire che è un sogno.
Si decide che mi accompagnerà nonsochi: poteva capitarmi sicuramente di peggio ma continuo a guardarmi intorno.
Sistemo distrattamente le borse nel bagagliaio di N. cercando di riconoscere qulache faccia conosciuta fra le auto in partenza. Riprendo improvvisamente le borse e inizio a correre: Nonsochi mi guarda con il punto interrogativo in testa.
“Vado con loro, ci vediamo dopo, ok? Grazie eh!”
Corro verso una macchina bianca che si è fermata ad aspettarmi, è una limousine. Apro lo sportello e dentro, stravaccate sulle poltrone di pelle scura ci sono Kris & Kris. Mi salutano in modo ovviamente esagerato e urlano all’autista, un clone di George Foreman, “Pahtiammoo, comeonn” “yeahhh”.
Pian piano i miei timpani iniziano ad abituarsi e cerco di godermi i lati positivi di questo viaggio: in fondo bere long drinks a ruota stravaccato nel sedile posteriore di una limo con fantastici upskirt e qualche palpatina non è poi tanto male.
Arrivato ormai al 5° grado della papponeria (scala Briatore) inizio però a capire che non stiamo andando a Roma, bensì a Pescara dove dovremo separarci per cause a me ignote.
A Pescara vengo scaricato tra saluti bacetti carezze e phonenambbars e promesse di rivadeccci.
Ovviamente depresso chiamo la mia amica pescarese Y (già collaudata compagna di sventure) che però non risponde. Cerco un mezzo per andare a casa sua. Mi ritrovo su un mezzo a due ruote: potrebbe essere una bici come uno scooter come una moto, non si sa. Quello che so è che inizia a piovere, sembra improvvisamente autunno e devo schivare il traffico pescarese.Inizio a salire col mio trabiccolo, ulteriormente appesantito dai bagagli, su muretti e monumenti con un direi mmh… 3° grado dell’ equilibrismo scala GTA. Cerco un riparo e riprovo a telefonare ma Y proprio non mi risponde.
Nello sconforto crescente lascio la bici ed entro nella stazione alla ricerca di un mezzo di trasporto per Roma, solo che dietro le porte di vetro dell’imponente stazione di Pescara invece dei soliti tabelloni e scale mobili trovo uno scassato sottoscala in cemento pieno di tipi molto “strani” e colorati. Con strani non so bene cosa intendo, ricordo di aver pensato che sembrava una scena “da video dei Chemical Brothers” e basta.
Prendo una scala sulla sinistra e scendo verso un’uscita ma, come stavo iniziando a sospettare, non sono più a Pescara, ma in una città inglese. Vicino a me c’è un ragazzo, e gli chiedo disperato “Where am I?” con gli occhi sbarrati e il tono di voce disperato-apocalittico. Penso che mi piacerebbe guardarmi dall’esterno, sarebbe una bella scena, da storia sulle dimensioni parallele e roba del genere…
“London” mi risponde il ragazzo nel suo inevitabile accento italiano sorridendo comprensivo.

Explosions In The Sky - A Poor Man’s Memory

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