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Archive for actionism

dEUS @ Vox, Nonantola (Mo), 04.05.06

Pomeriggio del 3. Improvvisamente la situazione si sblocca. Posso andare, ma devo decidere subito perchè fra un'ora la biglietteria chiude. Decido che sì. Lo chiamo. Ok, si fa, ma lui non ha idea di come raggiungere e soprattutto di come tornare dal Vox. Telefono e chiedo informazioni. Niente mezzi per tornare alla stazione ma la tipa dell'info-line cerca di rassicurarmi. Io penso a pessimi precedenti come questo. Fanculo, vado lo stesso.

Pomeriggio del 4. C'è un sole clamoroso e operai che lavorano per montare un palco a Piazza Maggiore. Clima, sfondo e conversazione sorprendentemente rilassanti.

Sera del 4. Il locale è davvero caaarino. Il palco alto è sempre una benedizione. Tim Vanhamel si dimena ma non ci convince. Scopro però con piacere che anche "quella di quel fantastico video" è dei Millionaire. Arrivano i dEUS. Il locale si è riempito. Soprattutto di trentenni. Ironizzo. Sigh. L'e-bow di Bad Timing crea la giusta atmosfera per iniziare. Belle luci anche. 

 Loro elegantissimi, altro che a Rimini 6 anni fa. Compatti e affiatati nonostante le new entry. Forse troppi pezzi dell'ultimo album.

Instant Street è sempre un colpo al cuore ma è con i dEUS più folli, è con le incredibili Fell Off The Floor, Man e Theme From Turnpike che il concerto si impossessa di noi. Sì, anche di lui. 

Bella e raffinatissima Nothing really Ends, prevedibile delirio per Suds & Soda, chiusura forse troppo secca con Roses. Hotellounge grande assente.

Prime ore del mattino del 5. Torniamo verso casa molto soddisfatti del concerto ma in fondo un pò delusi dall'assenza di imprevisti.

Caro MP, sarà per la prossima volta.

Malcelata

L'altro ieri, per la prima volta nella mia vita, ho preso un classico dell'umorismo in faccia. Il mio occhio sinistro non ha gradito la panna.

Stack-Attack

Diciamo che già il fatto di attivare un antifurto artigianale (sembra si chiami stacca-attacca) ed inutilizzato da diversi anni su un catorcio di macchina che il mese prossimo ne compie 15 la dice abbastanza lunga sul mio grado di pezzentaggine.

Diciamo anche che il fatto che questi “spiacevoli inconvenienti” mi accadono sempre a 200 km da casa e a 20 da una ragazza che mi sta aspettando da un’ora e quasi alle 19 quando gli elettrauto stanno chiudendo la dice lunga sulla mia fortuna.

Diciamo anche che questo terzo capitolo delle recenti ipersfighe romane ha avuto però un aspetto positivo: una leggerissima risalita delle mie quotazioni personali sulla bontà della natura umana.

Ho chiesto infatti aiuto innanzitutto un’autista dell’Arpa che aspettava il turno seduto nel suo autobus dall’altro lato della strada, e che guardava mentre cercavo di smontare il piantone del volante (”t’ho visto ma tutto me pensavo tranne che era no staccattacca”). Il buonuomo mi spingeva mentre i soliti scooter capitolini gli sfrecciavano di fianco a 130 all’ora ma non c’è stato niente da fare.

Scartata l’ipotesi di attaccare i cavetti all’autobus per non esplodere davanti al Min*stero della Dif*sa che poi chissà che si pensavano (a proposito ma è normale che sopra alla facciata di un ministero italiano ci sia scolpita un’aquila nazifascista di 450 metri di larghezza?), su suggerimento dell’autista parto, senza speranze vista l’ora, alla ricerca di un elettrauto ancora aperto. Grazie anche alle indicazioni di un garagista trovo Enrichetto l’elettrauto a Via Villa Franca.

Gli spiego la situazione, però mi risponde “Guarda mi dispiace ma sto andando via”. Insisto spiegando che devo tornare ad Ascoli e strappo un “Ok, chiudo e arrivo, tu aspettami alla macchina”, al quale non dò molta fiducia. Ma dopo una ventina di lunghissimi minuti di ulcera e crescente sconforto vengo smentito per la seconda volta in pochi minuti dall’arrivo di Enrichetto con tanto di provvidenziale auto di “un cliente”. Risolto il guasto sono talmente riconoscente a quest’uomo che inizio a pensare che gli darò volentieri 50, 100 euro per l’intervento volante, e invece: “non ti preoccupare, la prossima volta m’offri un caffè”. Gli ho dato un 5 euro lo stesso, e sto pensando a un banner per Enrichetto main sponsor, ma mi sa che non vale una mazza…

Thank God

Oltre ad impattare il paesaggio del versante teramano del Gran Sasso (già pesantemente violato), l’eco(teo)mostro di cemento e ruggine che risponde al nome di santuario di San Gabriele (Te) rischia di oscurare la retrostante vecchia basilica dedicata al santo.
L’originaria chiesa per i pellegrini che affollano ogni anno la località religious-turistica abruzzese, una popolazione migrante di tendopolisti, passionisti e giovani pendolari del 100 giorni all’esame è infatti nascosta dal titanico santuarione inaugurato nel 1985.
Proprio accanto all’ingresso della chiesetta, nel complesso del vecchio convento, ho scoperto un paio d’anni fa l’esistenza di un museo dedicato al santo, un museo di ex-voto, il posto più inquietante che io abbia mai visto in tutta la mia vita. Continua »

Fermatevi a pensare

Al posto più inquietante

in|quie|tàn|te
p.pres., agg.
1 p.pres. ⇒inquietare
2a agg. CO che provoca inquietudine, ansia: silenzio, atmosfera i.
2b agg. CO che provoca turbamento: bellezza, sguardo i. | estens., sconcertante, misterioso: film, libro i.
2c agg. BU che desta meraviglia, ammirazione

in cui siete stati nella vostra vita. Fermi. Pensateci. Poi scrivetelo nei commenti.

Fra un paio di giorni vi dico il mio.

Cose di cui sai già che ti pentirai

Tipo usare questo invece di quel mothafucka di Word per impaginare la tesi.

L’istante vola

Con questi pugnalanti colori, su una piattaforma sfigata e sprecata, all’indirizzo www.cflm.it/blog un anno fa nasceva questa stradina instantanea.

clicca per ingrandire
(l’unico screenshot degli inizi che sono riuscito a trovare)

Frase storica per l’occasione: il blog era meglio quando si stava peggio.
Automartellandosi si allontana ripetendo: non vivere di ricordi non vivere di ricordi non vivere di ricordi…

Voyage au bout de la salubritè

- L’unica cosa che salvo degli ultimi terribili 10 giorni sono gli spostamenti con il vespino per le strade della capitale.
Pensate a Vacanze Romane, mettete Audrey alla guida e un bifolco dietro. Sullo sfondo l’impetuoso, ma in fondo ordinato traffico romano, mentre scorrono piazza San Giovanni, l’eterno cantiere dell’Ara Pacis, Castel Sant’Angelo e l’Isola Tiberina solleticata da un impressionante Tevere beige in piena controllata.

- Chiedo scusa ad Amlo e a Sguimpy per non essermi fatto vivo ma ma sono stato richiamato nel Piceno per lavoro e comunque meglio così perchè ero di un umore che …vabbè.

- Guardando il castello papista invece pensavo a una sequenzharrr di un vecchio fumetto.

- Sono iniziate le riprese di questo film, e la Hepburn ha fatto la comparsa.
In particolare servivano giovani per le scene di una festa ambientata in una festa in villa pariolina. Il deejay si è portato sul set la madre dalla Norvegia e sembra che abbia messo ottima musica.

- Gironzolando nelle aule di pittura dell’accademia ho visto una modella nuda. Era vecchia, cadente e fumava scazzatissima. Forse il “male di questo paese” è che non abbiamo più degne muse ispiratrici.

- Il lavoro in questione si svolge in un posto che un perito del comune ha dichiarato “non salubre” caratterizzato da umidità che blocca le stampanti e da un fantozziano riscaldamento a stufe mobili che elimina le funzionalità della gola in 4 secondi netti.

- I Nirvana erano grandi fan degli Abba.

- Odio le librerie minimal-chic-officina-modernariato-contaminazione-di-stili-diversi. Odio i bar minimal-ecc. dove sotto i 10 euro trovi solo un’insalata. A 9.

- Potete confermarvi che indossare questa maglietta porta veramente MOLTA sfiga?

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