E’ presto ma non capisco quanto presto.
Proprio l’altro giorno Ermanno Olmi si vantava di non portare mai orologi. Allora Fazio con la sua ridicola timidezza/deferenza chiede: Ma, scusi Maestro, ma quando ha un appuntamento, come fa?l mentre a mia mente visualizza fantozziane macchine timbra-cartellini con l’inizio di Time dei Pink Floyd in sottofondo, ma chi se ne importa in fondo è l’ennesimo regista italiano che si è bevuto il cervello.
Io non uso la sveglia. Una ce l’ho, è lì sul comodino ma devo cambiare la pila da tipo un anno e mezzo. Se ho bisogno di alzarmi prima di Lei metto la sveglia del cellulare. Quella pila mi scordo sempre di comprarla.
Lei invece ha una sveglia abbastanza moderna, regalatole dal sottoscritto. Dovrebbe essere sempre in perfetto orario grazie alle onde radio sicnronizzate con un qualcosa tipo bunker Dharma a Francoforte. Questa cosa delle onde radio di Francoforte non mi ha mai convinto, cioè, capirei Greenwich al limite, e infatti Domenica l’orario non si è aggiornato con l’ora legale, mah.
Comunque la sveglia in questione ha il puntatore laser che proietta l’orario sul soffitto. Sarebbe utile per la mia carenza-di-sveglia, ma il soffitto è troppo alto per la mia miopia e così si pone il dilemma: allungare un braccio sul comodino e prendere gli occhiali per leggere l’ora, rischiando così di svegliarLa, oltre ad avere un traumatico impatto con il mondo messo a fuoco e con la fredda montatura quando probabilmente sono ancora le 6 e un quarto.
Invece di riaddormentarmi inizio a fare così, succede raramente, ma succede. Nel frattempo riesco a definire meglio un rumore di sottofondo.
E’ il motore di un auto al minimo, non vicinissima. Resta acceso così, al suo ritmo quasi regolare per parecchi minuti, poi a un certo punto sale di giri e si allontana. Un rumore abbastanza profondo, cupo, medio - grossa cilindrata, probabilmente il vecchio BMW 320 rosso di un “vicino”. Sarebbe un gran bel rumore, se non contribuisse a farmi deragliare ulteriormente. Penso che le macchine di oggi che non devono più scaldarsi. Anzi, ricordo la sorpresa nel leggere sul manuale della mia che si poteva partire appena messo in moto il motore senza dover più “tirare più l’aria” o aspettare come con i motori di “vecchia” generazione. Allora arrivano implacabili falsh di mattine gelide aspettando che la macchina si scaldi per andare a scuola. Con mia madre a casa vecchia, o nella Kadett diesel di un altro vicino che doveva scaldarsi per parecchi minuti mentre ascoltavamo il giornale radio a tutto volume.
Ma questi pensieri sono cooosì noiosi che metto gli occhiali e controllo. Le 05 e 14.
Lei non si sveglia ma inizia a ridere piano piano. Sta sognando, non l’ho svegliata.
Oggi ho comprato un pacco di pile nuove.
Boy George,
22 April, 2007 @ 16:09
Oh wait. Yes, I have. I’m sorry, but I just don’t have it in me right now to type it all out again. Besides, it was just ramblings anyway. You didn’t want to hear me go on and on about this, right?