Ieri Report mi ha fatto molto male.
La questione delle convenzioni e della concorrenza al ribasso fra gli atenei non è cosa nuova, ma ogni volta provo la stessa maledetta sensazione di rabbia, mista a impotenza e rassegnazione alla bocca dello stomaco, la stessa di tanti, troppi episodi di e storture e inefficienze e furbate e carenze incontrate nel mio percorso accademico. Ieri sera in particolare il disagio è stata acuito dalla tranquillità e disinvoltura mostrate davanti alle telecamere dal rettore e dal prof di Sociologia della mia appena-ex università.
Il magnifico, che quest'anno ha inviato a tutti gli studenti, compreso il sottoscritto che non si era riscritto (quindi chissà a quanti studenti ed ex-studenti l'avrà mandata), una commovente lettera di auguri natalizia per noi e famiglie, con richiesta di elemosina finale attraverso il 5×1000 alla nostra amata e disastratà facoltà. Lo squallore di quest'espediente è paragonabile soltanto alla qualità dei servizi che il suo ateneo offre ai suoi studenti.
Il prof di Sociologia invece, stavolta nelle vesti di creatore e preside della Facoltà di Sc*enze dell'Investigazi*ne, ieri dichiarava soddisfatto di avere circa duemila poliziotti fra i suoi iscritti, rispettivamente scontati di 30 (gli agenti) e 120 (gli ispettori) crediti. Io questo qui l'avevo giudicato male. Nelle prime lezioni infatti mi fece una buona impressione: era preparato e affabile con i suoi studenti, spiritoso e un pò pazzo, insomma uno dei prof più amati della mia facoltà. Quell'esame andò benissimo, e lo ritrovai qualche tempo dopo per un altro esame, stavolta nel suo feudo, Sc. dell'Invest. appunto, facoltina gioiello promossa attraverso manifestazioni (che chissà chi avrà pagato) come gli "Investigation Day" con poliziotti e finanzieri e ospiti del calibro di Sgarbi e Taormina.
La principale difficoltà di quell'esame fu rappresentata dalla difficile reperibilità di un testo del professore fresco fresco di stampa; una raccolta di articoli, piccoli saggi e interventi, molti dei quali raccolti proprio all'interno degli Inv. day, sul tema del giornalismo investi*ativo. Nella seconda di copertina della mia copia, vicino al nome della collana oggi c'è scritto a penna "Taormina". Proprio l'intervento del malefico avvocato fu l'argomento della prima domanda del mio orale di quelle'esame, e quella scritta aveva la funzione di inequivocabile autografo e autentica della mia copia del libro, quello che io e gli altri studenti scoprimmo essere un requisito fondamentale per il superamento dell'esame. Naturalmente moltissimi studenti avevano solo le fotocopie e assistere alla cacciata di molti di loro fu addirittura più squallido della letterina del rettore.
Erano preparati ma sprovvisti del sacro testo, quindi accampavano le scuse più assurde cercando di sostenere comunque l'orale. Qualcuno si appellava ai reali problemi di reperibiltà del testo originale, mentre altri dicevano di averlo dimenticato a casa mente promettevano a mezza bocca di comprare o portare il libro al professore nei giorni immediatamente seguenti, ma lui niente. Tuonava richiamando l'importanza dei testi orginali e dei doveri dei VEEEERI studenti… l'indicibile morto di fame.
Universfogo
ABCcletta,
Potrei fanculizzarlo un professore per una cosa del genere.
Fricat,
1 June, 2006 @ 07:31
Anche a me ha fatto incazzare oltre ogni dire, soprattutto, oltre l’obbrobbbbbrio delle convenzioni, la questione dell’università di Genova che si becca 100 mil. di euro e sta chiusa.
Ormai il sapere “istituzionale”, caro amico mio, è un supermarket schifoso. lunga vita agli autoditatti che glielo mettono a quer posto!