Archive for May, 2006
29 May, 2006 at 11:36 · in Perso nalità

Ieri Report mi ha fatto molto male.
La questione delle convenzioni e della concorrenza al ribasso fra gli atenei non è cosa nuova, ma ogni volta provo la stessa maledetta sensazione di rabbia, mista a impotenza e rassegnazione alla bocca dello stomaco, la stessa di tanti, troppi episodi di e storture e inefficienze e furbate e carenze incontrate nel mio percorso accademico. Ieri sera in particolare il disagio è stata acuito dalla tranquillità e disinvoltura mostrate davanti alle telecamere dal rettore e dal prof di Sociologia della mia appena-ex università.
Il magnifico, che quest'anno ha inviato a tutti gli studenti, compreso il sottoscritto che non si era riscritto (quindi chissà a quanti studenti ed ex-studenti l'avrà mandata), una commovente lettera di auguri natalizia per noi e famiglie, con richiesta di elemosina finale attraverso il 5×1000 alla nostra amata e disastratà facoltà. Lo squallore di quest'espediente è paragonabile soltanto alla qualità dei servizi che il suo ateneo offre ai suoi studenti.
Il prof di Sociologia invece, stavolta nelle vesti di creatore e preside della Facoltà di Sc*enze dell'Investigazi*ne, ieri dichiarava soddisfatto di avere circa duemila poliziotti fra i suoi iscritti, rispettivamente scontati di 30 (gli agenti) e 120 (gli ispettori) crediti. Io questo qui l'avevo giudicato male. Continua »
23 May, 2006 at 09:37 · in pollice verso
Protagonisti saranno:
Pubblicitari e i creativi che in vista dei mondiali ci impongono spot pieni di bambini brasiliani enthusiastici e mediouomini che bevono mediobirre.
Metronotte che sgasano e sgommano e volano per le viuzze del centro storico come se fossero in un livello di Need For Speed urlando contro i gruppetti di ragazzi mediorentali, ma soprattutto:
(a questo punto ho iniziato a pensare a Carmen Consoli e tutto è degenerato, scusate. Il titolo è uno specchietto per i fan)
L'unica cantante che riesce a gemere con la stessa disinvoltura sul palco di Sanremo e al Leoncavallo, amata e venerata indistintamente dai critichini di nicchia e dalle quindicenni del festivalbar, che "buca lo schermo" e posa per Max e suona infangando il buon nome di chitarre leggendarie ed è grintosa ma fragile e confusaefelice e moderna ma legata alle tradizioni siciliane e ha suonato due volte nello stesso concerto del primo Maggio facendo saltare la scaletta quando non se la inculavano ancora in molti perchè il suo protagonismo non ha eguali e pur di essere sul palco aveva già straziato Like A Rolling Stone con la complicità dei Negrita e puff pant per ora basta.
19 May, 2006 at 15:15 · in fantastiquer
Ma l'ospite è chi ospita o chi viene ospitato?
15 May, 2006 at 15:55 · in astigmatismo
Oltre ad essere entrambi due insulsi e caciaroni film d'azione travestiti da fantascienza, Io, Robot e The Island hanno un altra cosa in comune: un uso sfacciato del Product Placement, ovvero:
Dal numero 4 della rivista online di Cinecittà
Con il termine Product Placement (p.p.) viene indicata una tecnica di marketing, per la quale sia stata prevista una valorizzazione economica, che prevede l’inserimento volontario di un prodotto o di una marca ( brand) in un contesto narrativo. Il p.p., vietato fino a poco tempo fa per i film italiani, è divenuto solo dal 2004 con un decreto legislativo, collegato alla legge Urbani di riordino sul cinema, un possibile strumento di reperimento di risorse finanziarie per le nostre produzioni cinematografiche, specie in tempi di crisi.
Pubblicità palese appunto, addirittura fin dai titoli iniziali nel film di Bay.
Secondo un sondaggio contenuto nello stesso articolo, sembra che gli spettatori italiani siano sostanzialmente indifferenti a questo tipo di pubblicità, e bisogna ammettere che alcuni pastiche cinema-pubblicità abbiano prodotto in passato anche risultati fenomenali come la stanza-Ikea in Fight Club (ma non solo) o il celebre sketch del Vat-69 in Febbre da Cavallo. Tutto bene quindi? No, decisamente no, perchè proprio per operazioni del genere nel cinema italiano, oltre ai soldi manca troppo spesso il buon gusto e il senso del limite, e rischiamo davvero pessime figure.
Continua »
9 May, 2006 at 13:31 · in applauses
Ho scoperto Gipi tardi, fra i link dell'inossidabile Zoro (e a proposito, non perdetevi Generazione AZ). Della notevolissima produzione troverete link e recensioni nella colonna destra del suo blog, io per ora mi limito a dirvi che siccome sono un tipo molto prevedibile mi sono appassionato davvero grazie a queste. Però mi piacciono anche i suoi raccontini che forse qualcuno chiamerebbe minori ma secondo me sbaglierebbe e quindi cliccate qua sotto e buona lettura:
Gli unici due blog che invece mi hanno colpito quest'anno sono invece il bellissimo arty-blog di Valentina Tanni, che nonostante abbia avuto risalto su Glamour merita grande attenzione, e il geniale Se Mi Scrivi. Di SMS non mi piacciono nè il concept (recensioni e commenti lunghi come un sms), nè la grafica, ma mi piace, e molto, la sostanza, le recensioni appunto (sottoscrivo Yeah Yeah Yeahs e Tool, mi genufletto per quella dei Boris, non sono d'accordo sui Mars Volta, mi scompiscio per Ben Harper, temo per i Pearl Jam).
6 May, 2006 at 10:26 · in actionism
Pomeriggio del 3. Improvvisamente la situazione si sblocca. Posso andare, ma devo decidere subito perchè fra un'ora la biglietteria chiude. Decido che sì. Lo chiamo. Ok, si fa, ma lui non ha idea di come raggiungere e soprattutto di come tornare dal Vox. Telefono e chiedo informazioni. Niente mezzi per tornare alla stazione ma la tipa dell'info-line cerca di rassicurarmi. Io penso a pessimi precedenti come questo. Fanculo, vado lo stesso.
Pomeriggio del 4. C'è un sole clamoroso e operai che lavorano per montare un palco a Piazza Maggiore. Clima, sfondo e conversazione sorprendentemente rilassanti.
Sera del 4. Il locale è davvero caaarino. Il palco alto è sempre una benedizione. Tim Vanhamel si dimena ma non ci convince. Scopro però con piacere che anche "quella di quel fantastico video" è dei Millionaire. Arrivano i dEUS. Il locale si è riempito. Soprattutto di trentenni. Ironizzo. Sigh. L'e-bow di Bad Timing crea la giusta atmosfera per iniziare. Belle luci anche.
Loro elegantissimi, altro che a Rimini 6 anni fa. Compatti e affiatati nonostante le new entry. Forse troppi pezzi dell'ultimo album.
Instant Street è sempre un colpo al cuore ma è con i dEUS più folli, è con le incredibili Fell Off The Floor, Man e Theme From Turnpike che il concerto si impossessa di noi. Sì, anche di lui.
Bella e raffinatissima Nothing really Ends, prevedibile delirio per Suds & Soda, chiusura forse troppo secca con Roses. Hotellounge grande assente.
Prime ore del mattino del 5. Torniamo verso casa molto soddisfatti del concerto ma in fondo un pò delusi dall'assenza di imprevisti.
Caro MP, sarà per la prossima volta.
2 May, 2006 at 16:29 · in actionism
L'altro ieri, per la prima volta nella mia vita, ho preso un classico dell'umorismo in faccia. Il mio occhio sinistro non ha gradito la panna.