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Thank God

Oltre ad impattare il paesaggio del versante teramano del Gran Sasso (già pesantemente violato), l’eco(teo)mostro di cemento e ruggine che risponde al nome di santuario di San Gabriele (Te) rischia di oscurare la retrostante vecchia basilica dedicata al santo.
L’originaria chiesa per i pellegrini che affollano ogni anno la località religious-turistica abruzzese, una popolazione migrante di tendopolisti, passionisti e giovani pendolari del 100 giorni all’esame è infatti nascosta dal titanico santuarione inaugurato nel 1985.
Proprio accanto all’ingresso della chiesetta, nel complesso del vecchio convento, ho scoperto un paio d’anni fa l’esistenza di un museo dedicato al santo, un museo di ex-voto, il posto più inquietante che io abbia mai visto in tutta la mia vita.

Affrontare un’assolata domenica pomeriggio a corto di benzina non è sempre facile da quelle parti e non riuscivo a inventarmi niente da fare. Il tripudio del cacamento di cazzo, una pericolosa condizione mentale che mi spinse a scegliere la peggiore opzione possibile: la riscoperta del territorio.clicca per ingrandire

Ovvero l’accontentamento, l’osservazione delle piccole cose, dei monumenti magari, che hai davanti agli occhi tutti i giorni ma che non hai mai notato, i colori e gli odori della campagna, insomma un lento ma economico suicidio agreste.
Così entrai tranquillo in quello che credevo fosse solo un piccolo museo per pellegrini, con la cameretta dove pregava nel 1800blabla e roba del genere, e invece no.
Salita una rampa di scale infatti, già dall’ingresso corredato di banconi pieni di souvenir religiosi, il visitatore viene bombardato da ex-voto appesi su tutti i muri, decine, centinaia di ex-voto.
Inizialmente cerco di razionalizzare e coglierne con distacco un’espressione naif di un sentimento religioso, cerco di ostentare tranquillità, cito pedantemente Frida Kahlo. Ma ben presto, proseguendo nelle camere del museo, inizio a sentirmi soffocato dall’odore di chiuso e di vecchio e di residui di’incenso e di lacrime che tutti questi quadri emanano, e soprattutto abbattuto dalla potenza visuale di tutti questi ritratti pieni di ogni di tipo di tragedie.
Ustioni, mutilazioni, annegamenti, epidemie, incidenti domestici, automobilistici, navali, violenze e dolori di tutti i generi raccontate con questa pittura semplice e spontanea.
Miracoli di cui la povera gente che le ha donate si sentiva beatificata, grazie all’intervento di santi dotati di salvifici superpoteri.
Poi foto e croci e ritrattini, appesi caoticamente in pochi metri quadrati, con il loro macabro e insostenibile carico di gratitudine e superstizione. Sono uscito sconvolto, con quell’odore indimenticabile addosso, maledicendomi e imprecando alla ricerca del primo benzinaio.

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totonno,

31 March, 2006 @ 16:27

la prima foto sembra un video di m.manson, la seconda uno dei p.o.d., la quarta heart shaped box dei nirvana e la quinta uno degli smashing pumpkins.
cristo che posto.
comunque ne avevo visto uno simile a montevergine vicino napoli, allucinante. c’erano i guanti di patrizio oliva.

andrè,

31 March, 2006 @ 17:33

Le immagini le ho prese in rete qua e là, cmq l’elenco di video è notevolissimo. Registi furpini…

Giordano,

31 March, 2006 @ 20:12

L’ex parroco di San Gabriele, il celeberrimo “Padre Nike” che ballava al Costanzo Show indossando le scarpe col baffo, è stato incriminato perché pippava.
Forse era l’unico rimedio per sopravvivere in quel posto.

totonno,

31 March, 2006 @ 21:39

“divertiti di più, ma fallo con gesù!”

andrè,

3 April, 2006 @ 10:11

ricordo ricordo brr…

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