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Archive for March, 2006

Thank God

Oltre ad impattare il paesaggio del versante teramano del Gran Sasso (già pesantemente violato), l’eco(teo)mostro di cemento e ruggine che risponde al nome di santuario di San Gabriele (Te) rischia di oscurare la retrostante vecchia basilica dedicata al santo.
L’originaria chiesa per i pellegrini che affollano ogni anno la località religious-turistica abruzzese, una popolazione migrante di tendopolisti, passionisti e giovani pendolari del 100 giorni all’esame è infatti nascosta dal titanico santuarione inaugurato nel 1985.
Proprio accanto all’ingresso della chiesetta, nel complesso del vecchio convento, ho scoperto un paio d’anni fa l’esistenza di un museo dedicato al santo, un museo di ex-voto, il posto più inquietante che io abbia mai visto in tutta la mia vita. Continua »

Fermatevi a pensare

Al posto più inquietante

in|quie|tàn|te
p.pres., agg.
1 p.pres. ⇒inquietare
2a agg. CO che provoca inquietudine, ansia: silenzio, atmosfera i.
2b agg. CO che provoca turbamento: bellezza, sguardo i. | estens., sconcertante, misterioso: film, libro i.
2c agg. BU che desta meraviglia, ammirazione

in cui siete stati nella vostra vita. Fermi. Pensateci. Poi scrivetelo nei commenti.

Fra un paio di giorni vi dico il mio.

Contemporaneità

State attenti, io vi ho avvertito, è più in forma che mai e sta per tornare al grido di:

“Ma io sono stufo dell’Italia, anche questa storia del confronto tv, questi due vecchi, basta, bisogna svecchiare. Io me ne frego, me ne vado a Barcellona, io sono contemporaneo, ma figurati.”

“Bè sai no è che anche qui in radio c’è una corrente di odiovolo. Sì perchè il programma va bene, il libro va benissimo, il film è andato alla grande e insomma, capito no?”

p.s.: Ah, sapete che lavoro faceva prima di andare in tv? NO??

Mogwai - Mr. Beast

voto: 8

Inizia con il cerimoniale di “Auto-Rock l’attesissimo quinto album in studio dei Mogwai, una marcia epica, un lento crescendo ricco di pathos che evoca fascinazioni orientali fra i feedback e il pianoforte di Barry Burns (sempre più protagonista nell’economia del gruppo). Tanta solennità è però destinata ad essere spazzata via dalla terrificante “Glasgow Mega-Snake”, cavalcata furiosa e sintesi della potenza (e del volume, posso garantire) che i Mogwai esprimono dal vivo nei momenti più hardcore.
Interrompe la serie strumentale “Acid Food”, una versione luminosa di “Cody”, che compensa un drumbeat brutto e asettico con il perfetto intreccio di vocoder e slide guitar. “Travel is Dangerous” è un volo per due chitarre perfettamente regolato dalla caratteristica batteria zoppicante di Martin Bulloch, mentre il picking impazzito di Braithwaite qui ricorda lo stile il Jonny Greenwood dei tempi di “The Bends”.
La leggerezza di “Team Handed” permette di riprendere fiato, prima che inizi quasi sommessamente “Friend Of the Night”, il primo singolo estratto. L’amico notturno si libera fra le complesse stratificazioni di feedback e pianoforte verso il bellissimo climax finale. Tanta raffinatezza conserva però una melodia amichevole, altro segreto della band scozzese, che dietro l’apparente complessità conserva un talento melodico assolutamente superiore alla media.
“Emergency Trap è forse l’episodio meno riuscito, riscattato però subito da “Folk Death 95″ , forse la traccia più complessa e affascinante del disco. Partendo da “Ratts Of The Capital”, una delle migliori canzonii del penultimo “Happy Songs…” “Folk Death” ne sviluppa i riff in direzioni diverse e contorte fino alla violentissima parentesi distorta.
Ritroviamo le visioni orientali della prima traccia nella struggente “I Chose Horses”, dove un delicatissimo tappeto sonoro fatto di archi, piccoli campionamenti volutamente incerti e un timido vocoder fanno da sfondo ai versi di Tetsuya Fukagawa, cantante della band hardcore giapponese degli Envy. Non c’è tregua però, e il riposo e la pace interiore di “I Chose Horses” in questo finale svaniscono sotto i faticosi passi slowcore di “We’re No Here”.
“Mr. Beast” è sicuramente il disco più spigoloso e asciutto della band scozzese. Un lavoro breve (meno di 50 minuti) e forse meno introspettivo, ma ugualmente prezioso e raffinato che conferma i Mogwai come leader della scena post-rock.

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bright light

Lost. Ancora

Per ingannare l’attesa ripropongo il primo e unico “fotoromanzetto” apparso su questo blog quasi un anno fa, in onore della programmazione sulla raidue di Lost, il telefilm che piace a noi gggiovani.

 

clicca per ingrandire
 

Nonsiescevividaglianni80 però…

Prendere 4 ragazze, possibilmente canadesi. Farle vestire e suonare come i Cure dei bei tempi. Alla voce mettere una ragazza dai tratti un pò androgini con la voce a metà tra Morissey e Patti Smith. Cavalcare il revival postpunknewwave che probabilmente reggerà ancora qualche mese.

Tutto davvero troppo facile, però non riesco a togliermele dalla testa.

How to disappear completely

Enigmi giornalistici

Cosa nasconde Lucia BliniCiaoLucia dietro quell’orribile gigantografia cartonata con tanto di gagliardetto appeso a sfidare la legge di gravità? Quale orribile mistero si nasconde dietro l’onesta facciata della “redazione di controcampo”?

Un vero mistero, scriverei a Voyager se non fosse che lui mi risponderebbe di cercare la soluzione nei libri di Dan Br*wn.

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