home mail us syndication

Pierferdinando XII

Pierferdinando XII° sta volando. Nonostante il complesso meccanismo antigravitazionale preparato dal consorzio eurafricano sia stato collaudato e testato per anni, anche stavolta un brivido gli corre lungo la schiena. Apre le mani abbracciando virtualmente le migliaia di fedeli sotto di lui che lo osservano rapiti con il collo all’insù.
Arrivato al centro della piazza il teletrasporto lo ferma dolcemente mentre dei lampi luminosi bianchi e gialli disegnano la linea del ponte immaginario che lo ha portato fin lì. Dopo pochi secondi i lampi iniziano a deviare dal centro formando un’immensa croce luminescente che copre tutto il sagrato di Piazza San Pietro. I security sono tesi, questo è il momento più delicato, perché il santo padre inizia a scendere lentamente verso la sua folla. Solo due file di fedeli selezionatissimi e perquisiti ore prima potranno avvicinarsi ma bisogna stare attenti lo stesso, lo sanno bene anche i cecchini della guardia svizzera sulle finestre. Tante precauzioni potrebbero far sorridere visto che il Vaticano è ormai da decenni un isola superprotetta da un ipercupolone protettivo a prova di bomba atomica, ma la prudenza non è mai troppa.

La serie di riti e cerimonie e liturgie e saluti e carezze del pontefice prosegue come da copione, mentre i fedeli guardano nei monitor installati nelle poltrone e ascoltano in traduzione diretta. Pierferdinando è un papa molto amato, sicuramente il più amato di questo secolo, per il suo decisivo contributo in difficili crisi diplomatiche internazionali, come quella palesraeliana avvenuta a Gerusalemme 3 e la sanguinosa guerra di secessione siciliana. Questo papa piace alla gente perché sa comunicare in modo semplice e diretto, con il cuore ecco potremmo dire sì, con il c-u-o-r-e-, ma piace anche negli ambienti aristocratici, dove un certo cattolicesimo di ritorno è l’indiscusso trend dell’estate. Siamo alla fine della liturgia, e il santo padre si accorge di avere una piccola fitta allo stomaco, e per un attimo pensando ai cocktail della sera prima si lascia andare a un piccolo accenino di mezzo sorriso furbetto. Ha preso le sue medicine come tutte le mattine ma a 135 anni non si può sempre esagerare. La messa è finita e l’antigravità inizia a sollevarlo di nuovo per il giro finale prima di rientrare nei santi appartamenti. Dal centro si sposta verso l’esterno, iniziando a girare rugiarugia al colonnato per essere vicino anche ai fedeli sfavorevolmente seduti. E mentre vola in alto una zona indebolita e leggermente più trasparente del campo protettivo gli fa intravedere il vero volto di Roma, nella sua pace controllata e metafisica da immenso museo a cielo aperto. Un museo che neanche nei peggiori incubi di De Chirico proprio. Le bombe e il terremoto del 24°secolo avevano messo a nudo la fragilità costruttiva dei palazzoni di periferia costringendo i romani a un amaro e tragico esodo dalla città non più eterna. Il comune di Roma nel luglio dall’anno 2500 contava zero residenti. Restavano solo le forze dell’ordine, qualche operatore del realturismo e i funzionari del nuovo “campidoglio”, il cosiddetto centro ABCD (amministrativo-burocratico-centralizzante-direzionale). La città del vaticano invece resisteva con qualche centinaio di selezionatissimi residenti, compreso il primo cittadino.
Finito il giro Pierferdinando rientra nei sacri appartamenti, mentre nuvole artificiali e un gruppetto di colombe vengono fatte volare nel cielo tra lo scrosciare di applausi e i cori dei fedeli.

continua?

mp,

18 February, 2006 @ 11:58

ma sì, continua

totonno,

18 February, 2006 @ 13:06

santo subito.

Poligon,

19 February, 2006 @ 11:24

Rispoli è l’acquasanta del cazzo.

andrè,

19 February, 2006 @ 14:48

un giorno caro poligon mi spiegherai da dove vengono le tue ossessioni per i personaggi bon ton trash della tv anni 80-90, visto che qualcuno una volta mi disse che sei molto minorenne

Fricat,

27 February, 2006 @ 17:29

Rispoli è reperibile in rete in maniera oserei dire “eccessiva”.

RSS feed for comments on this post