Città cittadinina
See Naples then DIE.
Pierferdinando XII° sta volando. Nonostante il complesso meccanismo antigravitazionale preparato dal consorzio eurafricano sia stato collaudato e testato per anni, anche stavolta un brivido gli corre lungo la schiena. Apre le mani abbracciando virtualmente le migliaia di fedeli sotto di lui che lo osservano rapiti con il collo all’insù.
Arrivato al centro della piazza il teletrasporto lo ferma dolcemente mentre dei lampi luminosi bianchi e gialli disegnano la linea del ponte immaginario che lo ha portato fin lì. Dopo pochi secondi i lampi iniziano a deviare dal centro formando un’immensa croce luminescente che copre tutto il sagrato di Piazza San Pietro. I security sono tesi, questo è il momento più delicato, perché il santo padre inizia a scendere lentamente verso la sua folla. Solo due file di fedeli selezionatissimi e perquisiti ore prima potranno avvicinarsi ma bisogna stare attenti lo stesso, lo sanno bene anche i cecchini della guardia svizzera sulle finestre. Tante precauzioni potrebbero far sorridere visto che il Vaticano è ormai da decenni un isola superprotetta da un ipercupolone protettivo a prova di bomba atomica, ma la prudenza non è mai troppa.
La serie di riti e cerimonie e liturgie e saluti e carezze del pontefice prosegue come da copione, mentre i fedeli guardano nei monitor installati nelle poltrone e ascoltano in traduzione diretta. Pierferdinando è un papa molto amato, sicuramente il più amato di questo secolo, per il suo decisivo contributo in difficili crisi diplomatiche internazionali, come quella palesraeliana avvenuta a Gerusalemme 3 e la sanguinosa guerra di secessione siciliana. Continua »
Difficile giudicare dall’audio riverberato sul pianerottolo mentre si aspetta l’ascensore, ma mi è sembrato proprio che a Ballarò D’Alema stesse URLANDO qualcosa a Casini.
idealmente postato mercoledì scorso alle 23 e 10 circa. il titolo del post si riferisce a questo commento geniale e amarissimo come solo totonno (già sedicinove) sa.
10 anni fa, dopo aver ascoltato un disco unanimemente sottovalutato (indovinatelo dal booklet, dai), presi la decisione: fanculo, la pago a rate, ma io la compro subito.
Pe la cronaca l’importo rateizzato era talmente ridicolo che il negoziante non voleva chiedermi neanche il numero di telefono, continuava soltanto a ridere l’imbecille. Io non ridevo affatto, e la presi così, d’istinto, senza custodia, senza effetti e soprattutto senza amplificatore, tanto che mi fregava, avevo il vecchio stereo Lesa…
Restano, a tutt’oggi i soldi meglio spesi della mia vita, e quindi, anche se il selettore dei pick-up è un pò troppo umorale, Buon Compleanno!