
“Questo libro arriva come un coro di alleluia intonato da duecento suonatori di kazoo perfettamente intonati”
Thomas Pynchon
In una descrizione accurata, comica e corrosiva di un campus in rivolta, Richard Farina ci racconta di Gnossos Pappadopoulis, un proto-hippy che cerca di mantenere un atteggiamento distaccato e imperturbabile in un’atmosfera universitaria trepidante di manifestazioni e corruzione nel campus di Athené - cioè, Ithaca, NY, sede della Cornell. Gnossos si muove serpeggiando in un paesaggio psichedelico, fatto di droghe, donne, demonologia, verità, falsità, ingordigia, preghiera, scienza, feticci e arte di circostanza. E questo ben dieci anni prima delle rivolte studentesche vere e proprie, in un momento in cui i campus universitari sono una specie di collegi puritani.
Lo so, Fariña sposò Mimi Baez (sì, la sorella), e suonava il dulcimer ma io lo perdono, perchè questo non è l’ennesimo libro beat; in Così giù che mi sembra di star su (l’utopia delle utopie) qui il protagonista resta fedele solo alla sua voglia di Esenzione…
Io ve lo consiglio, e sono ragionevolmentecerto che alla Pivano non piacerebbe!
Non solo, dalle stesse pagine vi consiglio anche questo cocktail.
Ma quello che continuava a fare tutto il tempo era mescolare questo succo che lui chiama neve d’estate. Bacardi bianco di Cuba, pezzetti con noce di cocco, ghiaccio tritato, latte, sorbetto d’arancia, il tutto frullato in un frullatore Waring. Dopodichè lo serve in ciotole ghiacciate, dopo aver passato sui bordi un cuore di cactus. Sminuzza germogli di peyote con una spruzzatina di cioccolato.
P.s. A differenza di Fariña
morirà il 30 aprile 1966, due giorni dopo l’uscita del romanzo, in un assurdo incidente sbalzato dal sellino posteriore di una moto.
a me ha portato anche fortuna ’sto libro.
mp,
16 September, 2005 @ 23:22
fiko