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Another love song

Jezebel, in ebraico, significa “casto, virtuoso, senza idolatria”.
[siete pregati di produrre una grassa risata]
Niente di più fuorviante e ironico per descrivere l’omonima principessa fenicia che riesce a sposare il re Ahab (o Acabbo) di Israele nel 878-852 a. c.
La nostra Jezebel infatti arrivò a sfidare direttamente Dio e a tentare di rovesciarne l’adorazione introducendo il culto di Baal. Bene, di per sè Baal è un termine neutro perché significa “signore, padrone”, e infatti esisteva una specie di politeismo-baal (Baalim nella Bibbia) di adoratori chi di Belzebù (il signore delle mosche) chi di Baal-berith (il signore dell’alleanza) ecc. In sostanza erano culti simili nelle intenzioni (invocare fertilità e fecondita), simbologia (spesso un toro) e rituali (la Bibbia chiama i ministri del culto baalico spregiativamente “prostituti e prostitute”).
Jezebel fece arrivare 450 turbolenti profeti fenici dedicandosi con loro ai rituali più estremi, da orge a sacrifici umani (anche di bambini). Idolatria pura insomma.
Jezebel però era una brava moglie. Visto che il malcontento di Ahab per l’impossibilità di ottenere il vigneto di un certo Naboth la nostra non si scompone e manda dei sicari a lapidarlo.
La pacchia finisce quando il profeta Elia riesce a far uccidere i 450 colleghi baalisti e poco dopo Achab muore dissanguato dopo un combattimento. Una freccia scagliata casualmente da grande distanza da un’arciere nemico riesce infatti a conficcarsi in un interstizio della sua armatura. Jezebel invece verrà gettata dalla finestra da 3 eunuchi (!) e il suo corpo verrà calpestato dai cavalli e orrendamente straziato dai cani (come previsto da Elia). Ne resteranno solo la testa, una mano e un piede.
Ma perchè vi racconto tutto ciò? Perchè quella che secondo me è la più bella canzone d’amore degli ultimi tempi il barbuto Sam degli Iron & Wine l’ha dedicata a lei. Adesso, potremmo stare a disquisire se sia una provocazione o meno; se come sostengono le femministe americane bisogna ammirare la carica emancipatrice e rivoluzionaria di Jezebel; se nel ritornello Sam dica holy (santa!) o wholly ma non lo faremo.
Quattro accordi, due voci, due chitarre e un banjo. Facciamo parlare loro.
La canzone per oggi potete ascoltarla in sottofondo da 16/9. Anche il resto dell’ep “Woman King” è ottimo ma meglio fermarmi qui, ho scritto anche troppo…


Iron & Wine - Jezebel

Who’s seen Jezebel
She was born to be the woman I would love
Hold like a breeze up as tight as both eyes closed

Who’s seen Jezebel
She was walking where cedars line the road
Her blouse on the ground where the dogs were hungry roaming

Singing, wait
We swear we’ll love you more
And holy Jezebel
It’s we that you are for only

Who’s seen Jezebel
She was born to be the woman we could blame
Maybe a beast that is brave I’d be the same

Who’s seen Jezebel
She was gone before I ever got to say
Lay here, my love, you’re the only shape I pray to

Jezebel

Who’s seen Jezebel
With the mountain last as long as I can wait
Sweet like the dawn how it aches to meet the day

Who’s seen Jezebel
She was certainly the spark for all I’d done
Window was wide, she could see the dogs come running

Singing, wait
We swear we’ll love you more
And holy Jezebel
It’s we that you are for only

robby,

6 April, 2005 @ 00:59

Svergonato, lascia sta’ li santi!

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