Gaio è il padrone incontrastato della “sala delle sofferenze”.
Già, questo è il nome coniato da uno degli istruttori quando simpaticamente invita tutti i nuovi iscritti a lavorare duro nella suddetta sala, insomma dove ci sono tapis roulant, cyclette di ogni tipo, cross ecceterà.
Non ha tutti torti, è l’unico luogo dove il borghese medio di oggi, se ha qualche ambizione narcisistica, dovrà davvero sudare.
Ma Gaio è ben felice di questo. Stacca dal lavoro presto e ogni giorno alle 18 circa arriva in palestra.
Entra nella sala delle sofferenze e infastidisce tutti i sofferenti alla ricerca del telecomando.
C’è gente che dopo 20 minuti di tapis rullante ha 3 apparizioni della madonna e non ricorda neanche il proprio nome, ma lui riuscirà a farvi soffrire mooolto di più chiedendovi di cercare il telecomando con la sua vocina stridula. Una volta raggiunto questo obiettivo primario e aver sintonizzato su Verissimo o su qualche telequiz-insostenibile alzando il volume al massimo è pronto per la sua sgroppata quotidiana. Durante il suo allenamento di solito entrano due donne sulla quarantina, di cui una ancora molto piacente. Lui nonostante il fiatone e la voce tipo Jervolino che si ritrova tenta ugualmente un goffo tentativo di corteggiamento, naturalmente con esiti tragicomici, ma lo tenta sempre. Dopotutto, a lui va bene così, si accontenta della chiacchieratina tra un addominale e un vogatore. Oppure gli basta osservare i corpi torniti delle palestranti mentre fa una pausa asciugandosi il sudore o sorseggiando la sua fida bottiglia di Uliveto che lo segue dappertutto.
Finchè un giorno, entra nella sala dei supplizi trova già pronto il telecomando sul muretto e pensa che è una giornata storta. Dopo un pò arrivano tre ragazze APPENA ISCRITTE. Carne fresca da macello per qualunque palestrante, e in più una è davvero davvero figa. Gaio va in confusione, rischia quasi di inciampare sul tapis, i suoi ormoni abitudinari vanno definitivamente alla deriva quando scopre che sopra il culetto scattante della nuova arrivata fa capolino un tanga color caffè. Si scopre assolutamente impreparato e mentre abbozza nel suo cervello sudato una strategia ovviamente perde l’attimo.
Arriva infatti Giorgio, vero estremista del body-building che conosce di sfuggita una delle tre ragazze. Ma tanto basta e in pochi secondi questo troglodita famoso in tutto il quartiere della palestra per gli urli raccapriccianti quando è sotto sforzo ha già imbastito (ahh..quanto mi piace questo verbo) un’appassionante discussione sulla neve caduta a Centrale di Acquasanta. Le ragazze sembrano inspiegabilmente da questa caricatura di body buider dotato di: fisico grottesco, cintura alta 10 cm, pantaloni attillatisimi, calzino bianco di spugna ripiegato all’esterno, maglia con collo larghissimo, orecchino truzzo e capello a doppio taglio stile bros. Gaio non ce la fa più, la contemporanea visione del culetto sullo stepper e del Giorgio che fa conversazione brillante è davvero troppo.
Scende dal tapis in corsa senza neanche premere stop; il salto è ben calibrato, ma la scarpa sportiva strisciando produce un fischio assordante rovinando il gesto atletico. Prende l’asciugamano e la sua Uliveto e si posiziona sul quarto stepper. Seleziona un livello di difficoltà da tappa pirenaica e inizia la sua performance fantozziana. Per lo sforzo è costretto ad abbassare la testa, la rialza solo per vedere se riesce ad ottenere qualche attenzione. Non ci riesce. Dovrebbe inserirsi nella discussione allora, ma sono troppo giovani e lui è troppo abituato ad insidiare quarantenni parlando di programmi tv con Cucuzza, e inoltre è così staanccooo e sudato e l’acqua nella bottiglia sta finendo, e… se ne vanno, accompagnate dall’uomo-godzilla.
Francesco,
22 February, 2005 @ 15:32
Siamo tutti un po’ Gaio Sofferente: puntiamo il dito ad indicare il tanga decaffeinato che indossano gli altri e non vediamo gli Uliveti di mutandoni che spuntano sui Cucuzzoli dei nostri Pirenei …ops un’altra apparizione!