
A cavallo tra il 97 e il 98 seguivo delle pseudolezioni di chitarra a casa di MM, grande bluesman e RollingStonesmaniaco nonchè fratello di LM, anch’egli virtuoso, ma più orientato verso Malmsteen e altri “eroi della chitarra” dell’ hard-rock. I due fratelli potevano sfoggiare una notevole collezione di chitarre, elettriche e non, davanti alle quali ovviamente la mia mascella cadeva regolarmente. C’era anche una Ibanez a doppio manico, imitazione della Gibson di Jimmy Page, tanto demodè quanto pesante, ma soprattutto c’era lei: la chitarra di Malmsteen. Con i tasti scavati e soprattutto la firma di Yngwie. Io l’ho sempre vista come la più tamarra delle stratocaster, con quei pickup firmati DiMarzio e quel giallo sbiadito. LM la trattava e suonava con devozione e cura inimmaginabili per il suo carattere di rocker ruspante. Probabilmente l’aveva desiderata così tanto da commettere qualche tempo prima l’insano gesto di scavarsi artigianalmente i tasti di un’altra stratocaster (credo dei primi anni 80) .Era messa in fondo, in ultimo ed era senza dubbio l’oggetto più prezioso della collezione. Io ho sempre saputo che questa chitarra costava almeno quattro-cinque milioni , non ricordo bene, comunque una quantità vergognosa di soldi.
Ieri gironzolando per un negozio di strumenti musicali l’ho vista fra le chitarre in offerta. In offerta? Lei? Ho chiesto il prezzo e il succhiasanguedigiovanimusicisti mi ha detto 1500 €. Alla faccia dell’inflazione! “Bè sai, le prendo su Internet, questo prezzo non te lo fà nessuno bla bla bla”. Naturalmente mentiva spudoratamente come qualsiasi commerciante, ma il punto è che vedere la fuoriserie dei virtuosi fra le chitarre in offerta mi ha fatto davvero impressione. Ho iniziato a pensare alla morte dell’hard-rock e che i dischi dei virtuosi come Vai o Malmsteen sono snobbati e ignorati dalla critica e ne ho riso grassamente. Come molti chitarristi in erba ho dovuto confrontarmi con tanti amici chitarristicamente “bravi TENNICAMENTE” capaci di rieseguire accordi impensabili e anche le scale più veloci di Malmsteen senza nessuno sforzo, capacità che ai miei occhi impressionava le fanciulle e permettava loro di avere sempre decine di ragazze-oggetto che li guardavano sognanti mentre suonavano con i denti o si esaltavano con il tapping. Per fortuna che il punk, il grunge e quasi tutto il rock di oggi se ne fregano altamente dei virtuosismi. Muahahah, sai che ti dico Malmsteen? Vaffanculo tu, la tua chitarra svenduta e la tua firma del cazzo!